Segnali DSA: come riconoscere una difficoltà specifica di apprendimento?

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“Come faccio a capire se mio figlio ha difficoltà a scuola?”. Spesso nella nostra pratica quotidiana ci capita di incontrare dei genitori che si domandano come poter riconoscere i segnali DSA, cioè di una difficoltà specifica a scuola del proprio figlio.

I Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) coinvolgono dal 3 al 5% della popolazione italiana e sono disturbi del neurosviluppo che riguardano le capacità di leggere (dislessia), scrivere (disortografia e disgrafia) o calcolare (discalculia). Fondamentale è la diagnosi precoce affinché i bambini che fanno il loro ingresso nella scuola non si sentano inadeguati.

 

Si può riconoscere il disturbo specifico dell’apprendimento (DSA) già all’inizio della scuola?

Certamente. In alcuni casi i segnali DSA si possono manifestare anche durante la frequenza della scuola dell’infanzia. Le ricerche in campo clinico hanno dimostrato, innanzitutto, che i bambini che presentano alterazioni fonologiche dopo il 4° anno di età, hanno l’80% di probabilità di sviluppare un DSA (Bishop 1992, Stella 2004). Alcuni bambini, poi, possono manifestare una difficoltà o una lentezza ad acquisire i prerequisiti degli apprendimenti durante l’ultimo anno della scuola dell’infanzia.

 

Quali sono i prerequisiti dell’apprendimento?

I prerequisiti degli apprendimenti possono essere sintetizzati cosi:

  • Lettura:
    • riconoscere i fonemi (suoni delle lettere) e i grafemi (forma delle lettere);
    • nominare velocemente gli oggetti, figure, i colori;
    • imparare a memoria una sequenza o una filastrocca;
    • ripetere correttamente le stringhe di parole;
    • riconoscere le lettere che formano le parole.
  • Scrittura: difficoltà di coordinazione occhio-mano
  • Calcolo:
    • imparare la sequenza dei numeri;
    • enumerare al contrario;
    • riconoscere i numeri ed abbinare le quantità;
    • riconoscere la grandezza numerica;
    • mettere in sequenza crescente o decrescente.

Non è detto che un solo aspetto sia necessariamente indice predittivo di un futuro disturbo specifico dell’apprendimento. Soprattutto in età prescolastica e nei primi anni di scuola, occorre tenere presente che ogni bambino e bambina ha i propri tempi di apprendimento. Mediamente, si stima che sul 20% di alunni che presentano una difficoltà di apprendimento, solo 3/5 hanno un effettivo Disturbo Specifico di Apprendimento.

 

Quali sono i campanelli d’allarme?

I disturbi dell’apprendimento sono vari e differenti tra di loro. Esistono, tuttavia, alcuni tratti comuni e ricorrenti tra i bambini e i ragazzi che hanno un DSA ed altrettanto comuni sono alcuni segnali, che possiamo meglio definire come veri e propri “campanelli d’allarme”.

  • Nella lettura:
    • confonde le lettere simili graficamente (m-n; b-d-q-p; a-e) e/o che hanno un suono simile (t-d; f-v; p-b);
    • inverte le lettere (“bamlabo” invece di “bambola”, “li” invece che il), le omette o le aggiunge;
    • legge una parola correttamente all’inizio della pagina, ma può leggere la stessa parola in modi diversi prima di arrivare alla fine del brano;
    • legge le prime lettere e “tira a indovinare” la parola, a volte sbagliandola;
    • salta le righe e/o le parole;
    • legge lentamente, a volte sillabando;

 

  • Nella scrittura:
    • scambia suoni simili per forma (m-n; b-d) o per suono (p-b; v-f);
    • omette alcune lettere, sillabe, o parti di parola o ne aggiunge (“bicieta”invece di “bicicletta”, “pone” anziché “ponte”);
    • unisce (“lacqua” invece di “l’acqua”) o separa (“in sieme” invece di “insieme”) illegalmente due parole;
    • compie errori ortografici (squola, assenza di h nel verbo avere);
    • può avere un tratto grafico poco leggibile, con difficoltà soprattutto con il corsivo;
    • commette numerosi errori di copiatura dalla lavagna o da altri quaderni;
    • può usare in modo non adeguato lo spazio sul foglio;

 

  • Nel calcolo:
    • difficoltà nella scrittura dei numeri, nell’enumerazione, nel cambio di decina e/o omette i numeri;
    • confonde i simboli matematici;
    • fatica nel recupero dei risultati di calcoli rapidi o nella memorizzazione delle tabelline, nelle procedure (calcoli in colonna, espressioni) e nella risoluzione di problemi;
    • manifesta problemi con l’incolonnamento delle operazioni;

 

Il bambino può manifestare difficoltà anche in aree non specifiche ma trasversali a tutte le discipline scolastiche, come ad esempio nella memorizzazione e nel recupero di sequenze: giorni della settimana; mesi dell’anno, stagioni, alfabeto. Può mostrare difficoltà nel riconoscere la destra e la sinistra, nell’imparare a leggere l’orologio, ad allacciarsi le stringhe delle scarpe o i bottoni.

Il genitore e l’insegnante possono, quindi, fare molto per individuare i segnali di rischio che potrebbe manifestare un bambino nell’entrata alla scuola primaria. Quello che, però, deve essere evidenziato è che avere un disturbo specifico dell’apprendimento non compromette assolutamente la capacità di apprendere: si apprende, certamente, in maniera differente rispetto alle metodologie comuni di insegnamento. Per questo motivo, spesso gli studenti con DSA sono refrattari alla didattica tradizionale. È importante e fondamentale quindi adottare strumenti specifici per tali difficoltà, che consentano loro di ottenere risultati soddisfacenti, dando spazio al loro reale potenziale, senza che rendimento e autostima ne siano danneggiati.

Scuola e famiglia sono coinvolti attivamente in questo percorso, hanno entrambe dei doveri (come esplicitato nelle leggi a riguardo), al fine di assicurare, assieme a professionisti formati in modo specifico in questo ambito, “il successo scolastico per garantire una formazione adeguata e promuovere lo sviluppo delle potenzialità” (Linee Guida MIUR 2011).

 

Se pensi che tuo figlio possa avere un DSA esegui una diagnosi

 

 

 

 

 

Autore: dottoressa Sara Bianco
Psicologa Psicoterapeuta
Responsabile clinica de Il Mago di Oz – SOS Dislessia Bari
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